News

Le meraviglie della Valle d'Itria

E non solo trulli tra i campi coltivati, gli ulivi e i boschi di fragno, un’altra peculiarità di questa zona: si tratta di una piccola quercia semi-sempreverde con foglie dalla forma appuntita, diffusa in tutta la zona transadriatica, ma in Italia presente solo qui a formare una fitta macchia con lecci, roverelle, cerri e querce spinose.

Passeggiando per la campagna si incontrano candide masserie formate da trulli, locali a cummerse, cioè con i due tetti a spiovente coperti con le chiancarelle e trulli sovrani, quelli più alti e con l’interno suddiviso in due piani. E ci si imbatte in arcaici villaggi chiamati Contrade. Le Contrade della Valle d’Itria , così definita per l’immagine affrescata della Vergine orientale Odegitria, “colei che indica la via”, venerata in una piccola chiesa rupestre sulla quale oggi sorge l’ex convento di Sant’Antonio dei Cappuccini , sono piccoli centri rurali molto interessanti. Infatti, qui esistevano forme di vita comunitaria che avrebbero fatto invidia a chi, come Fourier teorico del socialismo utopistico, agli inizi del XIX secolo, teorizzava la sua “Falange”, struttura abitativa per una comunità di persone organizzate in cooperative di produzione e di consumo. In quest’area, infatti, durante l’Ottocento piccole comunità costituite da nuclei familiari imparentati crearono villaggi dotati di servizi in comune: forni, palmenti, aie, cisterne e frantoi utilizzati da tutti con turnazione settimanale e stagionale. Ma ciò che stupisce è che la maggior parte di queste contrade è oggi ancora abitata e arrivarci, alla controra o al tramonto, porta a fare un tuffo nel passato. I tempi sono ancora lenti, la collaborazione e la volontà di condivisione di ricorrenze e feste sono quelli di una volta.

 

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso.