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Cosa visitare a Bari

Non lasciarti intimorire dalle viuzze strette e dalle cronache che dipingono il centro storico barese come inaccessibile e pericoloso. Lasciati piuttosto travolgere dalla maestosità dei suoi edifici più importanti, dai buoni odori provenienti dalle cucine delle signore baresi e dai suoni caratteristici del musicale dialetto locale.

Castello Normanno Svevo

Inizia il tour della città dal Castello Svevo, per poi addentrarti nel labirinto di vie del centro storico. Il castello ha origine nel periodo normanno, intorno al XII secolo. La fortificazione ha subito col tempo diversi rimaneggiamenti, a seconda della dominazione subita dalla città di Bari nel corso dei secoli. Tra questi spiccano i restauri e gli ampliamenti voluti da Federico II di Svevia. In virtù della sua lunga storia, l’architettura del Castello Normanno Svevo di Bari è il principale testimone oculare della storia cittadina.

L’antico fossato circonda tre lati del castello, un tempo affacciato direttamente sul mare. L’intero complesso è difeso dalla possente cinta muraria di epoca aragonese. Al suo interno, il castello ospita oggi la gipsoteca barese, una collezione di calchi in gesso di sculture e parti decorative di chiese, palazzi e monumenti della Puglia relativi al periodo tra l’XI secolo e il Seicento.

Cattedrale di San Sabino

Esci dal Castello e percorri il breve tratto che separa Piazza Federico II di Svevia e Piazza dell’Odegitria. Il dominio del bianco e la semplicità delle forme dell’antica Cattedrale romanica di San Sabino conquistano l’occhio dell’osservatore più attento sin dai primi istanti. Guai a non confondere questa chiesa con la Basilica. La differenza più eclatante fra i due edifici religiosi è ben visibile già nella facciata, dove trova spazio l’ampio rosone ornato da mostri ed esseri fantastici. Suggestivo il rapporto che lega il rosone al mosaico in marmo, ai piedi dell’altare. Nel giorno del solstizio d’estate, la luce che entra dalle fessure della decorazione esterna ricalca la trama disegnata sul pavimento della navata centrale. Il rito è accompagnato da momenti di musica e meditazione.

Basilica di San Nicola

Alle spalle della Cattedrale, sulla sinistra, imbocca via del Carmine. Immergiti per qualche minuto nell’animata vita del centro storico, fra corti antiche e botteghe alimentari. In fondo a questo ampio spaccato delle giornate baresi la vostra passeggiata sarà interrotta dall’austero Portico del Pellegrino. L’imponente Basilica romanica dedicata al Santo di Myra è fra le opere più significative della città di Bari. La vita del Santo, il culto ancora oggi molto sentito fra i baresi e le peculiarità artistiche e architettoniche della Basilica rendono il luogo uno dei simboli della città. L’inizio dei lavori per la sua costruzione risale al 1087. La realizzazione della Basilica fu fortemente voluta dall’abate benedettino Elia, per custodire al suo interno le reliquie del Santo che viene dal mare. Per erigerla furono demolite la residenza del catepano – sino a qualche anno prima governatore greco-bizantino dell’Italia Meridionale – e alcuni edifici religiosi presenti nell’area dove oggi trova spazio la Basilica. Una parte dei materiali di risulta venne riutilizzata per innalzare il nuovo santuario.

L’accecante luce dell’esterno della Basilica nelle giornate di sole è il miglior biglietto da visita per scoprire i suoi interni. Nelle tre ampie navate spicca il perfetto incontro fra la semplicità del romanico e il pregevole livello artistico degli arredi, fra cui spiccano il ciborio in marmo antico – il più antico di Puglia – e la cattedra di Elia. All’interno della cripta, dove trovano riposo le ossa del Santo, osserva con attenzione la colonna miracolosa. Chiudi gli occhi e prova ad ascoltare il vociare delle tante donne in cerca di marito che, come tradizione vuole, ogni 6 dicembre transita accanto alla colonna nella speranza di incontrare l’amore. Sempre nella cripta si può assistere al rito ortodosso, celebrato accanto al simulacro del Santo.

La Muraglia

Alle spalle della Basilica di San Nicola, poco prima della porta del Catapano, sali la scalinata che incontrerai sulla tua sinistra. Sei sulla Muraglia, bellissimo punto di vista privilegiato sul mare, ottimo set per scattare foto ricordo della città. La posizione nel basso Adriatico ha permesso a Bari di essere un importante porto strategico per il commercio verso oriente. La costruzione di una solida cinta difensiva divenne perciò necessaria, perché la città era oggetto di continui invasioni e attacchi saraceni. Persa la sua funzione contenitiva, la Muraglia oggi è la passeggiata che non deve mancare nell’itinerario di chi visita Bari. Passa in rassegna i vari bastioni, un tempo vertici delle mura perimetrali della città, da Santa Scolastica al Fortino di Sant’Antonio. Al termine della Muraglia, osserva le colonne ornamentali che costeggiano la cinta difensiva: un tempo erano gli attracchi delle navi che giungevano nel porto di Bari, cariche di ricchezze provenienti dal Medio Oriente.

Le piazze: Piazza Ferrarese e Piazza Mercantile

Piazza del Ferrarese era in passato la porta d’accesso della città via terra. La fila di mattoni neri che divide in due la piazza corrisponde al tracciato della Muraglia. Qui sorgeva la Porta di Lecce – o di mare, o australe – passaggio obbligato per i commercianti che volevano vendere le proprie merci nel mercato cittadino.

Il mercato aveva luogo nell’adiacente Piazza Mercantile, sotto l’ombra del Palazzo del Sedile. Nel corso degli anni questo palazzo signorile ha cambiato più volte funzione: da sede del parlamento cittadino a teatro sino al suo definitivo abbandono, dettato dai continui incendi che ne avevano minato la stabilità. Guai a contrarre un debito nel Cinquecento. Gli insolventi erano destinati al pubblico dileggio della Colonna Infame: il debitore veniva legato alla colonna ed esposto al disprezzo della gente che transitava accanto al Palazzo del Sedile.

Teatro Petruzzelli

Vale la pena lasciare Bari Vecchia e scoprire le ordinate vie che compongono il quartiere Murattiano, voluto dal generale francese – cognato di Napoleone Bonaparte – che nel XIX secolo volle conferire a Bari un’immagine più moderna. Al centro di Corso Cavour sorge, rosso e maestoso, il Teatro Petruzzelli, voluto e realizzato a proprie spese dall’omonima famiglia triestina. Il politeama barese venne inaugurato sabato 14 febbraio 1903 con una rappresentazione degli Ugonotti di Giacomo Meyerbeer.

Il Teatro Petruzzelli è attualmente il più grande teatro italiano per dimensioni e il più grande teatro privato d’Europa. Dopo anni di sfarzo e prestigio, amato e celebrato da artisti del calibro di Alberto Sordi, Edoardo De Filippo, Rudolf Nureyev, Frank Sinatra, Ray Charles, Luciano Pavarotti, Plácido Domingo – ha vissuto il suo periodo più buio al termine del ‘900, quando un incendio doloso ne scarnificò la cupola, l’anima e gli interni. Al termine di lunghe controversie legali fra amministrazione pubblica e proprietari, il Teatro è tornato ad essere faro delle attività culturali cittadine nel dicembre 2007.

 

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